maggio 4th, 2009 Posted in Eventi e vacanze | 1 Comment »
In occasione del ponte del primo maggio, sono andata con Andrea a casa di una coppia di amici, in provincia di Ascoli Piceno. Ma non eravamo solamente noi gli invitati: erano presenti altre quattro persone, per un totale di otto goblin, la qual cosa prometteva un finesettimana estremamente ludico.
In realtà non è andata proprio come avevamo immaginato alla vigilia.
Quando la sera del venerdì due persone (padrone di casa e amico) si sono messe a cucinare involtini primavera e altre specialità fra l’orientale e il sudamericano (la padrona di casa è peruviana), non riuscendo a mangiare prima delle 23, dovevamo intuire che *forse* più che ludico il weekend sarebbe stato gastronomico.
E così in effetti è stato. La mattina dopo ci ha accolto una tavola imbandita con piccoli panini alla ricotta sfornati poco prima e ciò che rimaneva del ciambellone al lime preparato la sera, il tutto guarnito da marmellata di mele cotogne fatta in casa.
Finita la lauta colazinone siamo usciti per procurarci qualche ingrediente per i pasti seguenti: un po’ di pane (che, devo dirlo, stonava un po’ con le specialità etniche), carne e soprattutto fiori d’acacia.
Ci siamo quindi recati in un’oasi naturalistica in cui, fra animali che ci guardavano e caprette che sbadigliavano, ci siamo procurati la quantità di fiori di cui avevamo bisogno.
Tornati a casa, i cuochi si sono messi a cucinare per offrirci un’insalata di papaya e una specie di curry coreano con riso di cui non ricordo il nome. Tutto ovviamente meravigliosamente buono.
A questo punto c’è stato tempo solo per una veloce partita a Pig Panic con cui, fra cumuli di letame e cinghiali Eberardo, siamo arrivati fino alla merenda.
E’ a questo punto che abbiamo utilizzato i fiori d’acacia: intinti in una pastella, sono stati fritti e cosparsi di miele aromatizzato alla cannella. E insieme ai profumatissimi e aromatici fiori abbiamo avuto l’onore di provare i famosissimi dango in tre versioni: goma (con semi di sesamo e zucchero), kinako (con farina di soia tostata) e mitarashi (con sciroppo ricavato dallo shouyu (salsa di soia), dallo zucchero e dall’amido). Onestamente non mi sono piaciuti molto, sia come consistenza gommosa che come sapore, però vederli li’, tutti colorati e molto “giapponesi”, mi hanno davvero fatto un effetto meraviglioso!
Gustata la merenda, abbiamo giocato a Maori e Coloni di Catan mentre sul gas bollivano delle pannocchie viola scuro il cui succo produce una specie di succo di frutta (o di pannocchia…) molto saporito.
La sera, dopo la fatica dei giochi, ci rinfranchiamo con zuppa di miso, insalata di papaya e una specie di polentina verde ricavata da un mais a chicchi molto grandi e bianchi, lessata all’interno delle foglie del mais stesso e accompagnata da una salsa di cipolla rossa.
Dopo la lauta cena, ci siamo goduti una partita a Cutthroat Caverns per poi crollare a letto soddisfatti.
La mattina dopo ci ha svegliato un meraviglioso profumo che si è rivelato provenire da un’immensa torre di pancake intervallati di pasta di azuki e ricoperti da sciroppo di agave. Abbiamo fatto felicemente colazione e, più tardi, siamo ripartiti per tornare a casa, ma non prima di aver mangiato qualche raviolo al vapore fatto in casa.